06 mar 2013

La Costituzione della Repubblica Italiana

Una versione con miei personalissimi commenti di alcuni fondamentali al pari di tutti gli altri articoli della nostra bellissima e amata quanto bistrattata Costituzione (sottolineature,grassetti e corsivi a cura dell'autore).

Art. 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

La sovranità appartiene al popolo. Tutto. Persino quel 30% di votanti (=> circa 25% aventi diritto) che ha votato la peggior destra che l'Italia Repubblicana abbia avuto. Quindi sarà bene che chi rappresenta il 25% dei votanti (=> circa il 20% degli aventi diritto) non si arroghi il diritto di parlare per tutti.

Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Dare 1000 € a chi non lavora è indegno e irrispettoso per la persona. Dare un reddito di cittadinanza a chi non trova lavoro è giustissimo. Ma come si deve sentire mia moglie che lavora da quando ha 15 anni e tutt'ora prende 700€? Allora dovrebbe stare a casa. Ma il lavoro, oltre che un diritto, è un dovere. E a parte ciò, il lavoro non è solo soldi. Il lavoro è auto-realizzazione e realizzazione della Società.

Art. 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Per chi fosse duro di comprendonio, qui si dice che, dalla sua fondazione, l'Italia pensava già all'Europa Unita. Prego tutti di ricorare che l'Europa è nata dal fatto che non eravamo mai stati in pace tra noi europei per più di 50 anni consecutivi, e che nell'arco di 30 anni scarsi, dal 1917 al 1945 ci sono stati 71 milioni di morti. 71.000.000 . L'Italia più qualcosa chiaro?


Art. 37.
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.
Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

Licenziare una donna incinta è un tradimento verso la Repubblica.

Art. 39.
L'organizzazione sindacale è libera.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Sotto il fascismo (minuscola voluta) furono aboliti i sindacati, sostituiti dalle Corporazioni. I sindacalisti furono vittime predilette dei sicari e picchiatori fascisti. Meno male che quei tempi non torneranno, e questo grazie alla Costituzione.

Art. 49.
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Che vogliate chiamarvi partito o no, cari militanti del Movimento 5 Stelle, lo siete, perché c'è un partito ovunque almeno due persone, in nome di una comune visione del mondo e della società, si accordino per candidarsi ad una carica, dall'amministrazione di condominio al Governo del Paese. Senza questo articolo, che vi sta così antipatico, voi potreste non esistere. I partiti furono aboliti (guarda un po') sotto il fascismo.

Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Abolire l'IMU sulla prima casa a tutti senza distinzione non è progressività. Chissà com'è, lo hanno proposto tre persone con delle case di un certo livello (Berlusconi, Monti, Grillo). Ma facciamo un esempio concreto: io ho pagato 200€ di IMU per il mio monolocale a Lecce (30 mq). Poiché vivo a Firenze per lavoro, in affitto a 800 €/mese, è considerata seconda casa. Certo che pagare 200 € quando con l'abolizione per le piccole case voluta da Prodi e Bersani non pagavo l'ICI mi ha dato fastidio. Però, c'è un però. Sto riuscendo a comprare casa a Firenze indebitandomi per 30 anni, e ce la sto facendo solo perché quello che il mutuo non copriva l'ho coperto con il ricavato della vendita del monolocale. Un mio caro amico, invece, stessa situazione lavorativa mia, non riesce a comprare casa perché è stato più sfortunato di me e la sua famiglia non ha potuto comprargli un monolocale a Lecce. Glie lo spiegate voi che anche se io sono avvantaggiato economicamente rispetto a lui se fosse come volete voi (Berlusconi, Monti, Grillo) io dovrei pagare tasse quanto lui invece che 200 € in più l'anno?
 

Art. 54.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

I destinatari di questo articolo sono tanti e tali che magari li elencherò nel prossimo post.
 
Art. 59.
È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.

Penso a gente che ha offeso Rita Levi Montalcini e non ha detto una parola su Giulio Andreotti (Storace, Grillo)
 
Art. 67.
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Se i nostri ultimi Parlamenti sono stati così orrendi, la colpa è del Porcellum che di fatto inserisce un vincolo di mandato, dato che il parlamentare deve compiacere il capo o non sarà ricandidato. Questo articolo va rafforzato, non eliminato. Se si vuole eliminare il trasformismo, la via è una sola: nei regolamenti parlamentari si deve prevedere al più un cambio di gruppo parlamentere, da gruppo x a gruppo misto o viceversa.

Art. 75.
È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

Caro elettore del M5S, ti hanno promesso un referendum sull'euro? Beh, ti hanno preso per il culo. Per poterlo fare si dovrebbe prima cambiare quest'articolo, e come vedrai per cambiare la Costituzione ci vogliono o i 2/3 di ogni camera o un referendum confermativo, e inoltre il processo intero richiede tipo 2-3 anni, 1 e mezzo proprio a fare veloci.

Art. 87.
Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. [...]

Il Presidente è un uomo, ma la Presidenza è un'istituzione indipendentemente da chi la esercita. Vediamo di rispettare il simbolo della Nazione.

Art. 88.
Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.

Facciamo a capirsi: per il Presidente Napolitano non può indire nuove elezioni. Vediamo nel frattempo, in Parlamento, di non cazzeggiare a chi ce l'ha più lungo e invece facciamo qualcosa per il Paese.


Art. 101.
La giustizia è amministrata in nome del popolo.
I giudici sono soggetti soltanto alla legge.

Art. 104.
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. [...]

Capito Silvio?


Art. 117
La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
[...]
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;[...]

Art. 132
Si può, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.

Capito Bobo? Quando dirai ai lombardi che non puoi fare niente di quello che hai promesso loro?

Art. 138.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Vedi referendum sull'euro.
 

Art. 139.
La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.

L'ultimo lo grassetto tutto non sia mai a qualcuno venisse in mente di nominare re il miilardario di turno.

Ah, dimenticavo:

Disposizioni transitorie e finali
XII
È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.