09 mar 2013

I have a dream

Stanotte ho fatto un sogno. Ero alla direzione del PD, seduto verso la quanta fila, li vedevo tutti. Il tavolone, Bindi, Bersani, Veltroni, D'alema, Scalfarotto, Civati, Soru, insomma ero lì.
Comincia la riunione: relazione del segretario. Bersani snocciola gli otto punti su cui intende chiedere la fiducia in parlamento, sempre che il Presidente dia l'incarico a lui.
Poi cominciano a parlare. Franceschini, Ranieri. Emiliano mi prende bene, sai la novità. Fassino, Scalfarotto, Negri. Rosico. Fioroni, Puppato, D'Alema (grrrrrrr). Fassina (minchia Stefano mi piace come la pensi ma cazzo impara anche a esprimerti). Civati parla chiaro, mi piace.  Mi monta la rabbia dentro. Mi iscrivo a parlare: parlerò dopo Finocchiaro. Gentiloni, Colaninno, esercizi di supercazzola. Manco sento l'intervento di Finocchiaro, sto nervoso e mi ripeto le parole da dire.
Guardo l'i-phone.
Un momento ho un i-phone?
Lo spengo, vedo la mia faccia nello schermo.

Panico.

Sono Matteo Renzi.

Molto panico.

Mi passano pezzi della mia vita davanti:
  • anni: 10, io in viaggio con la mia famiglia con mio padre e mia madre che cantano Fischia il vento e io che già so tutte le parole e urlo felice e stonato come solo un bambino può esserlo "ormai sicura è già la triste sorte/del fascista vile e traditor!!!!"
  • anni: 15, finalmente ho una stanza tutta mia, mia sorella è partita per l'università; primo gesto di personalizzazione: appendo il poster del Che, quello classico, di fronte alla scrivania
  • anni: 20, sto guardando la bancarella di un remainder e becco una copia messa bene dei Quaderni del carcere
  • anni: 25, sto andando a votare alle primarie del PD, so che vincerà Bersani e mi va bene, ma voterò Marino perché non si può andare avanti a Binettismi.
Ve lo giuro, mi sono sentito come Benigni nel Papocchio quando guarda la gigantografia di Gramsci e dice "I-i-i-io? Io... non posso" .

Minchia sono Renzi. Cazzo allora mi faccio sentire, glie la faccio vedere io a sti vecchiacci.

Comincio l'intervento, mi sudano le mani. Comincio titubante. Poi guardo D'Alema, sento nella testa il fischio della sposa di Kill Bill quando vede Lucy Liu. E come lei, mi parte d'istinto un colpo di katana.

Parto. Vado giù pesante. Abbiamo sbagliato tutto, non abbiamo preso un voto più di chi ci avrebbe votato comunque, ora c'è solo una cosa che possiamo fare. Superiamo Grillo. Chiedo che il Segretario nella riforma dei partiti specifichi chiaro e tondo l'abolizione del finanziamento pubblico, sostituito da forme come detraibilità della tessera e 5 per mille a scelta del contribuente. M'infervoro. Dico che dobbiamo smettere di dare la colpa agli elettori e cominciare a pensare a come attirarli. E poi piazzo in conclusione dei 7 minuti il colpo gobbo: «Nelle primarie avete lamentato spesso il mio uso di spin doctor. Ma se Obama non avesse usato uno spin doctor, oggi ci sarebbe Romney o qualcosa di peggio alla guida degli USA![1]».

Niente applauso. Li ho gelati. Torno a sedere, qualche sguardo di apprezzamento c'è. Continuano gli interventi, ho smosso qualcosa. Qualcuno parla addirittura di mozione Renzi, wow sta succedendo davvero.

Torna a parlare il segretario, mi sa che ho fatto breccia. Siamo in streaming e chi vota contro la mia mozione rischia di trovarsi i forconi sotto casa, di questi tempi. Il segretario afferma che le mie ragioni sono valide, ma per degli ottimi motivi lui è contrario all'abolizione, sostituendola con un forte ridimensionamento. Non ci siamo, gli elettori non ci capiranno mai.

Bindi chiama ai voti. Chi è favorevole alla relazione del segretario? Non apro gli occhi. Sento contare. Chi è favorevole alla relazione di Renzi? Alzo la tessera, non apro ancora gli occhi. Sento contare, è già una notizia. Poi Bindi dice con voce ferma: si approva la relazione Renzi, e dunque...

Uèèèè, uèèèèèèèèèè, uèèèèèèèèèèèèèèè!!!

Anita (mia figlia, quasi un anno) piange e mi sveglia.
Ancora ora non ho deciso se avrei preferito finirlo, quel sogno. Fatto sta che dopo non aver detto niente in direzione, Renzi mi ha ricordato perché non l'ho votato alle primarie, andendo a dire in TV quello che doveva dire in direzione facendo il botto.

Moretti aveva proprio ragione. Con questi dirigenti, Renzi compreso, non vinceremo mai.

[1] Questo è veramente il mio pensiero.