23 mar 2016

Juncker incoraggia l'idea di un'agenzia di intelligence europea

(Traduzione dell'articolo di Georgi Gotev, EurActiv.com, reperibile qui).

Il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha detto oggi (23 marzo) che è necessaria più cooperazione tra i servizi segreti degli stati membri per rispondere alla sfida del terrorismo.
Juncker ha parlato a fianco al Primo Ministro francese Manuel Valls, che ha visitato Bruxelles subito dopo l'attacco terroristico nella capitale dell'Unione Europea.

"Diventa sempre più evidente che dobbiamo riflettere su una maggiore cooperazione tra i rispettivi servizi segreti", ha detto parlando in francese.

Juncker ha ricordato il Consiglio Europeo di Tampere (Finlandia) del 1999, in cui si sono poste le basi per questo tipo di cooperazione; idea riaffermatasi dopo l'attacco terroristico agli USA dell'11 settembre 2001. All'epoca, Juncker era Primo Ministro del Lussemburgo.

"Per ragioni che non riesco a comprendere, niente di tutto ciò è stato fatto, nonostante l'evidente necessità. La nostra conoscenza dei Paesi vicini non è abbastanza buona; e questo vale per i Paesi del nord Africa e i Paesi ai loro confini", ha detto Juncker.

Ha citato (per la seconda volta negli ultimi mesi) De Gaulle, il quale scriveva nelle sue memorie "volai con idee semplici nel complicato Oriente"; ha poi aggiunto "l'Oriente è ancora complicato e le nostre idee sono ancora semplici".

Juncker ha detto che se gli Stati membri avessero seguito le proposte della Commissione, la situazione sicurezza non sarebbe allo stato attuale.

"Penso che ci sia una forma di avventatezza the varia secondo lo Stato. Quando accadono eventi terribili, diamo l'impressione di aver preso coscienza del problema. Ma dovremmo prendere coscienza prima che gli eventi tragici accadano".

Juncker si è poi slanciato in favore di una "Unione della sicurezza", allo stesso modo in cui i Paesi si sono accordati per creare una Unione dell'energia, del mercato, dell'economia e monetaria.

Il novembre scorso, Juncker ha risposto a un'interrogazione sulla necessità di un servizio europeo di intelligence, idea sviluppata dal leader di ALDE (liberaldemocratici) Guy Verhofstadt.
In quell'occasione, alla domanda se il Belgio fosse l'anello debole nella sicurezza europea, date le connessioni multiple tra Bruxelles e gli attentati di Parigi, Juncker rispose che il Belgio era "uno degli anelli deboli".

Valls ha sottolineato la necessità "urgente" di serrare i controlli ai confini della UE e, per gli eurodeputati, di adottare il PNR (Passenger Name Record, registro dei passeggeri), sistema discusso per la prima volta nel 2010. Coprirebbe tutti i voli interni e internazionali, pur provvedendo al necessario rispetto della privacy nell'accesso ed utilizzo dei dati raccolti.