25 ott 2013

Le mozioni si riassumono, riassumendole: Parte 2 Il nuovo Partito

Il nuovo Partito

LA FORMA INFORME
Come recita l'art. 49 della Costituzione, il partito è una libera associazione di cittadini, normata da regole democratiche, che ha lo scopo di favorire la partecipazione dei cittadini alle decisioni della politica nazionale. Se il Partito viene a coincidere in tutto o in parte con il Governo, ciò non è possibile. L'obiettivo del Partito non può e non deve essere piazzare i suoi uomini qua e là nel Governo o peggio nel sottogoverno.

NON PIU' PRATICHE DA 101
Le decisioni importanti si prendono insieme. Molti si sciacquano la bocca col fatto che anche CDU e SPD in Germania stanno facendo le larghe intese. Omettendo che CDU e SPD hanno interrogato i loro iscritti sul da farsi, prima di farlo.

CAMPAGNE E AZIONI
Anche quando facciamo cose ottime, all'elettore non arrivano.Il Partito deve sempre lanciare campagne di condivisione (prima) e informazione (dopo) sui progetti di legge.

UN PARTITO CHE NON SIA CONSERVATORE (DI SE STESSO)
Un partito progressista non può vivere e vincere se non tende all'abbattimento di ogni privilegio e dunque delle oligarchie. E deve fare ciò innanzi tutto al suo interno.

LA CULTURA POLITICA PRIMA DI TUTTO
Serve una cultura politica meno burocratica e più umana - sociologica che liberi l'intelligenza delle persone e metta le persone stesse in comunicazione reciproca: un Partito aperto a singoli e associazioni che faccia educazione sociale.

PARTECIPAZIONE E RAPPRESENTANZA
Occorre andare oltre il semplice ascolto, occorre farsi capire: cambiare linguaggio, basta col politichese nel suo dialetto democratichese. Si deve instaurare un circolo virtuoso delle decisioni:

Cosa pensano gli iscritti e i simpatizzanti su IMU, F35, modifiche costituzionali? E come fanno a farlo sapere al Partito? Si introduce il concetto di DOPARIE[1]. Nel concreto, si deve approvare una legge sul dibattito pubblico (ad es. c'è in Francia). Magari in Val Susa le cose sarebbero diverse ad aver discusso prima con la popolazione.

UN PARTITO OSPITALE
La cittadinanza, specie quella istruita, ha fame di partecipazione politica. Per cui:
  • "Doparie";
  • Referendum consultivo degli iscritti (che già c'è nello statuto!!!);
  • Documenti delle riunioni di ogni organi decisionale consultabili in rete o nei circoli.

RIDURRE I NUMERI
Un'Assemblea di 1000 componenti non è un organo decisionale, è un campeggio. In così tanti non si discute e si finisce solo alla conta delle correnti interne. E lo stesso vale per la Direzione. Meno teste, più discussione.

FONDAZIONI
Si faccia un'unica fondazione di riferimento del Partito Democratico, come fa l'SPD.  E deve studiare per trovare modelli futuri, non raccogliere fondi.


LA POLITICA E' REALE SE E' CONDIVISA
il web è un ottimo strumento per lo scambio di informazioni, non altrettanto per prendere decisioni. Usiamolo, ma deve sempre essere integrato dalla rete dei circoli. Nel tempo della precarietà e del lavoro atipico, nessuno ha molto tempo, dunque ha ragione chi dice che ci vuole un Partito leggero. Ma il Partito leggero deve essere super-organizzato: "poco" Partito ma buono.


UN PARTITO SEMPLICE E ACCESSIBILE
Ci vogliono assolutamente tre cose: TRASPARENZA, TRASPARENZA, TRASPARENZA. Il bilancio deve essere, oltre che accessibile in rete com'è ora, anche semplice da leggere per tutti. Oltra al bilancio nazionale, occorre anche rendere consultabili i bilanci regionali e provinciali.
Le fondazioni collegate al Partito devono seguire le stesse regole di trasparenza sui bilanci.


AGENDA 2014
Ecco cosa farà, in concreto, il Partito Democratico guidato da Pippo Civati nel 2014:
  • Usare il database dei votanti alle primarie per consultazione sulle scelte;
  • Condividere in tutti i modi telematici e non i documenti, le relazioni e tutto quanto per permettere a chi ha poco tempo (cioè tutti) di partecipare ugualmente;
  • Censimento della situazione dei circoli;
  • Ridurre il numero di persone negli organi decisionali;
  • Attivare la consultazione degli iscritti con referendum;
  • Attivare la consultazione di iscritti, simpatizzanti e non in pubbliche Assemblee;
  • Istituire la Fondazione Unica del Partito Democratico;
  • Utilizzare autofinanziamento mirato a singoli temi o iniziative;
  • Modificare il meccanismo generatore di correnti nei congressi locali.

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[1] Nel senso che si fanno DOPO le elezioni.