26 ott 2013

Le mozioni si riassumono, riassumendole: Parte 3 La nuova Italia

La nuova Italia

LE CITTÀ POSSIBILI
Occorre modificare il modello di città verso un modello sostenibile dall'uomo e dall'ambiente:
  • promuovere l'agricoltura urbana e periurbana;
  • integrare e rendere efficienti i servizi di trasporto pubblico;
  • permettere ai cittadini di spostarsi in bicicletta in piena sicurezza (rastrelliere, piste ciclabili, illuminazione);
  • ri-naturalizzare aree dismesse;
  • progettare le città intorno al cittadino;
  • fare subito una nuova legge quadro (stiamo con quella del '42!);
  • dire per sempre basta ai condoni;
  • incentivare ristrutturazioni, in particolare che portino efficienza energetica;
  • incentivare bonifica e riutilizzo aree dismesse;
  • rendere non conveniente, dal punto di vista economico, il consumo selvaggio del suolo: ciò si fa con una riforma del fisco locale che metta un'imposta sulle aree edificabili.
Lo spazio edificabile è finito! Recuperiamo il già costruito. L'Italia da sempre vince quando fa qualità, non quantità. Sono tutte cose che creano lavoro in ricerca e sviluppo:
  • riqualificazione energetica per industria e agricoltura;
  • riqualificazione antisismica e antialluvione;
  • creare il modello di edilizia adatta alla posizione geografica: l'EDILIZIA MEDITERRANEA;
  • l'edilizia mediteranea è sostenibile;
  • è ottimizzata al clima del Mediterraneo;
  • è antisismica;
  • non consuma il suolo mettendo a rischio i cittadini in zone fluviali;
  • ottimizza la risorsa idrica;
  • è esportabile in tutto il Mediterraneo, Nord Africa in particolare;
  • non fa sconti sulla sicurezza dei lavoratori nei cantieri.

IL PROBLEMA IMMONDIZIA
La città di Reggio Emilia, amministrata da un sindaco dem, dimostra che l'inceneritore è una tecnica obsoleta. Ridurre i rifiuti alla fonte: politiche europee e nazionali che, es. limitino il numero di confezioni. Dopodiché, a posteriori, recupero dei materiali e raccolta differenziata a livelli altissimi che già in molti comuni c'è. Durante una fase transitoria, gli inceneritori potranno essere gradualmente riconvertiti in impianti di recupero materie.
È un altro modo di vedere la società. Ed è quello che vogliamo, perché porta giustizia ed equità. Non si tratta più di "che mondo lascerai ai tuoi figli", ma di "che mondo avrai tra 5 anni".

UN NUOVO PATTO PER L'ACQUA
La grande maggioranza degli italiani ha votato un referendum, ma è in larga parte disatteso. E a volte, proprio da nostri amministratori. Gestire l'acqua è governare il territorio, quindi i cittadini devono avervi parte attiva e i costi devono essere abbattuti:
  • investire 65 MLD € per portare efficienza condotti da attuale 60% a percentuali oltre il 90;
  • generare un patto con i cittadini-utenti per la gestione della risorsa idrica: un nuovo modo di ragionare l'acqua;
  • tariffe che carichino i costi di più su chi consuma troppo;
  • piani di contenimento del consumo;
  • presenza di rappresentanze di cittadini-utenti e lavoratori nei CdA delle aziende pubbliche;
  • controllo esercitato da cittadini e lavoratori (TRASPARENZA!!!!)
  • nuovi statuti per enti e aziende pubbliche di acqua: nessuno usi le risorse degli investimenti per ottenerne profitti[1].
  • emissione di buoni obbligazionari garantiti dal flusso di cassa;
  • autofinanziamento con obbligo di reinvestire utili.

PIANO ENERGETICO
Nell'Italia di oggi sembra diventata una parolaccia. Si pensa che conversione a green economy sia un passatempo costoso. Invece è una cosa che porta investimento, lavoro, ricerca e sviluppo! Occorre:
  • elaborare strategie a medio termine per ridurre le emissioni;
  • decarbonizzare;
  • fare ristrutturazione energetica degli edifici pubblici: costa 8 MLD€, dà benefici per 400MLN€/anno e dura 20 anni => è a costo 0;
  • mettere su un'Agenzia per i Servizi Energetici che finanzi, progetti ed esegua queste ristrutturazioni;
  • fototermico e fotovoltaico su tutti i tetti!!!
  • facilitare il mini eolico e dove non rovina il paesaggio il maxi eolico;
  • incentivare mini consorzi condominiali per mettere pannelli e eliche;
  • incentivare l'autoconsumo;
  • modernizzare la rete!

PIANO TRASPORTI
Nella società della mobilità serve un nuovo approccio al sistema dei trasporti (in particolare su rotaia). Non è accettabile che un cittadino veda limitata la sua libertà di spostamento nel Paese secondo la sua posizione. L'Alta Velocità diventi davvero la metropolitana d'Italia. E l'Italia non si ferma ad Eboli, ci sono cittadini di serie A che fanno 80 km in un'ora e cittadini di serie B che 80 km li fanno in 3 ore con motrici diesel su binari unici. Vogliamo le pari opportunità di spostamento per tutti i cittadini:
  • integrare AV e trasporti locali sia su ferro che su gomma o traghetti dove presenti;
  • doppio binario e elettrificazione ovunque;
  • rimettere il Sud al livello del Centro-Nord con anni di investimenti in infrastrutture;
  • monitorare preferenziali e simili per verificarne utilità effettiva e rispetto.

LO STATO AL TUO SERVIZIO
La macchina dello Stato è farraginosa e lenta, inadeguata al nostro tempo. Ma questo non diventi una scusa per ribaltare la Costituzione. La Costituzione, prima di modificarla, si deve applicare. E comunque i problemi di governabilità si risolvono con pochi correttivi di cui solo alcuni toccano la Carta:
  • diminuire il numero di parlamentari e il loro stipendio;
  • il Senato diventi la Camera delle Autonomie;
  • la fiducia al Governo sia data dalla sola Camera dei Deputati;
  • è giusto che il Presidente della Repubblica abbia un ruolo di garanzia e dunque non sia eletto direttamente;
  • il Presidenzte del Consiglio possa chiedere al Presidente della Repubblica la revoca di un Ministro;
  • modificare i regolamenti parlamentari;
  • rimettere il Mattarellum o altra legge maggioritaria possibilmente a doppio turno;
  • se ancora esisterà il Senato, uguagliare la legge elettorale tra Camera e Senato (compresa età di diritto al voto) ;
  • collegi uninominali, si voti la persona, non il partito!
  • pirmarie facoltative - a sclta del partito - ma, se presenti, regolate e istituzionalizzate;
  • par condicio sui media;
  • semplificare la Repubblica: incentivare accorpamento Comuni;
  • semplificare la Repubblica: eliminare doppioni amministrativi;
  • eliminare le province istituzionalizzando consorzi di Comuni.

PARTECIPAZIONE
Modificare approccio alla legge di iniziativa popolare: se le firme sono più di 500.000, dopo tot mesi che il Parlamento ignora la proposta si approva o no a referendum.
I referendum abrogativi vanno ammodernati: è ormai chiaro che i contrari ai referendum, quale che siano secondo il caso, sfruttano l'astensione fisiologica per lasciare lo status quo. Un quorum ci deve essere, ma sia agganciato all'affluenza alle ultime politiche.

LA PRIMA RIFORMA: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Occorre ripensare la modalità di accesso al lavoro pubblico. Due dipendenti pubblici su tre perdono ogni motivazione entro 3 anni dall'assunzione. C'è molto da riformare:
  • mappare le competenze, come si fa in molte aziende private;
  • rielaborare il modello di concorso: che i dirigenti e dipendenti pubblici siano cervelli pensanti, non burocrati!
  • agganciare carriera e remunerazione a risultati;
  • potenziare le competenze sugli acquisti: è dimostrato che ciò porta risparmio;
  • usare appieno i fondi europei, che usiamo solo al 20%;
  • passare dall'approccio del tipo cittadino-cliente al cittadino-partecipante: integrare e affiancare non-profit.

ENTI TRASPARENTI
È insopportabile usare la politica per piazzare reti clientelari. Cominci il Partito Democratico a sviluppare un codice etico di mutua incompatibilità:
  • se sei nominato in un'azienda pubblica o compartecipata, per due anni dopo che smetti questo lavoro non puoi candidarti;
  • se sei un rappresentante in consiglio o parlamento, per due anni dopo che smetti non puoi ricevere nomine in aziende pubbliche o compartecipate.
  • introdurre l'Anagrafe pubbilca dei nominati, per permettere ai cittadini di svolgere la necessaria funzione di controllo.


CORRUZIONE ZEROI
La corruzione pesa per 60 MLD € all'anno. L'evasione fiscale 120 MLD €/ anno. Il debito italiano ammonta a 1800 MLD: supponiamo, per un attimo, di riuscire a recuperare tutte le risorse disperse in corruzione ed evasione: in 10 anni il debito italiano sarebbe azzerato. Ovviamente è utopia recuperare il 100%, ma per la corruzione occorre assolutamente prevenire e punire, perché la corruzione aiuta inevitabilmente la conservazione.
Prevenzione:
  • Trasparenza!!!
  • Controllo dal basso;
  • Pubblicare bilanci di partiti, fondazioni, comitati elettorali;
  • Facilitare le pratiche di denuncia da parte del cittadino;
  • stilare una White List di aziende che fanno le cose per bene a cui dare commesse pubbliche.
 Repressione:
  • rimettere il falso in bilancio tra i reati;
  • cambiare il meccanismo di prescrizione, scindendola in "sostanziale" durante le indagini e "processuale" dopo il rinvio a giudizio;
  • aggiungere sanzioni disciplinari economiche che colpiscano più veloci del processo.


CONFLITTI D'INTERESSE
L'etica pubblica aiuta l'azione di Governo. Ma per ottenere ciò, non serve agire a posteriori: i conflitti d'interesse si prevengono:
  • individuazione dei soggetti passibili di conflitto d'interesse;
  • sistema di risoluzione secondo l'entità del conflitto, da obbligo di astensione a incompatibilità o alienazione in un blind trust.


ESSERE ITALIANI
Ci sono 1 MLN di ragazzi nati e cresciuti qua che davanti allo Stato non sono italiani. La legge attuale (ius sanguinis) discende dal fatto che i Costituenti avevano davanti un'Italia terra di emigrazione. Sarebbero stati felicissimi di sapere che saremmo arrivati ad essere terra di immigrazione, ma non potevano saperlo. Per cui si preoccuparono dei figli degli emigranti.
Ora occorre rinnovare l'identità nazionale. Noi non diciamo che l'Italia deve diventare multi-etnica. Il punto è che l'Italia è già, e da tempo, multi-etnica. Occorre smettere di negare l'evidenza. Il 9% delle tasse sono da lavoro di immigrati. Ma grazie alla Bossi-Fini, questi non possono accedere agli ammortizzatori sociali che hanno pagato con le loro proprie tasse. Questo porta precarietà, ricattabilità e di conseguenza svantaggi per gli italiani, perché il datore di lavoro "stronzo" preferirà il lavoratore straniero perché più ricattabile e disposto a rinunciare ai diritti del lavoro. Serve una svolta culturale e legislativa:
  • politiche europee sull'immigrazione;
  • legge organica sul diritto d'asilo;
  • corridoio umanitario;
  • canali comunitari di immigrazione legale .
Nell'ambito di ciò, il Partito Democratico deve riconoscere che l'immigrazione è un evento strutturale da regolare, non sporadico da impedire. In concreto:
  • superare Bossi-Fini e pacchetti Berlusconi-Maroni che aiutano l'illegalità;
  • promuovere l'ingresso regolare;
  • ampliare la durata del permesso di soggiorno;
  • introdurre il concetto di sponsor;
  • adeguare le sanzioni per irregolari ai princìpi della Costituzione;
  • superare i CIE;
  • introdurre un adeguato principio di ius soli;
  • dare il voto alle amministrative a chi lavora e paga le tasse[2]!!
  • aiutare educazione multiculturale
  • tre cose fondamentali: SCUOLA, SCUOLA, SCUOLA!!!!


DIRITTI DI TUTTE E TUTTI
Come riconosciuto dalla Corte Costituzionale, la laicità dello Stato è un principio supremo della Repubblica. Lo Stato è di tutti, per cui deve essere distante da posizioni ideologiche e scelte morali, ma pensare al bene di tutti i suoi cittadini. In concreto, aplicare gli articoli 3, 9 e 32 della Costituzione:
  • matrimoni egualitari;
  • regolarizzazione delle coppie di fatto;
  • legislazione per le famiglie omogenitoriali;
  • adozione a single e omosessuali;
  • promuovere la ricerca sulle staminali embrionali con limiti e controlli;
  • superare la legge 40 sulla procreazione assistita;
  • legislazione sul testamento biologico.


QUESTIONE MASCHILE
Abbiamo un forte problema culturale che porta iniquità, violenza e ingiustizia. Le donne devono entrare nei posti di comando come gli uomini. Ad esempio, è insopportabile che con le donne in politica si parli sempre e solo di temi "femminili" (quote rosa, aborto, bambini...). Iniziare a far parlare le donne di economia, società, insomma applicare l'articolo 3 non facendo differenze. Come si ottiene ciò? Con svolte culturali di medio periodo:
  • mettere servizi (nidi, asili, etc) che permettano veramente alle donne di lavorare;
  • applicare per bene e tutta la legge 194;
  • ascoltare i centri anti-violenza;
  • fare campagne di informazione e sensibilizzazione in scuole e università;
  • fare adeguata formazione alle forze dell'ordine;
  • "curare" stalker e sex offender prima che arrivino alla violenza.
È dimostrato che l'ingresso nel lavoro delle donne porta aumento del PIL. Per cui:
  • aiutare l'accesso al credito;
  • curare il welfare necessario;
  • immettere tassazioni privilegiate per le donne;
  • rendere obbligatori i permessi parentali per il padre.


DISABILITÀ
L'attuale strumento di welfare, l'invalidità civile, è arbitrario e obsoleto (vedi ad esempio quanti invalidi sono finti mentre altri devono patire). Per  cui occorre:
  • applicare la convenzione ONU del 2006;
  • integrare le politiche sanitarie e sociali;
  • finanziare politiche sociali per non autosufficienti.


RIVOLUZIONE CULTURALE
Siamo ultimi in Europa nella spesa per scuola, università e ricerca. il tutto condito con una finta meritocrazia messa su per nascondere i tagli. Pensiamo solo a valutare, senza investire, programmare, dare autonomia. I dati dimostrano che i paesi con più uguaglianza arrivano a maggiori vette di cultura e scienza: no a un'istruzione per pochi che lascia indietro gli altri. In concreto:
  • scuole d'infanzia a tappeto;
  • formazione permanente;
  • istruzione tecnica e professionale seria;
  • autonomia;
  • aumento del corpo docente;
  • basta classi pollaio;
  • piano edilizia scolastica - soprattutto al SUD!!!
  • basta insegnanti precari, chi ne fa le spese sono i ragazzi;
  • ridurre/eliminare i fondi alle scuole private trasferendoli alle pubbliche (come previsto dalla Costituzione!);
  • rispettare le regole sui numeri massimi di alunni in classe con e senza disabili;
  • superare la cultura individualista in cui ognuno pensa solo ai suoi figli.
Gurdando invece l'università: il corpo docente è in costante diminuzione; e così anche il numero di iscritti e peggio che mai il numero di laureati, oltre che la qualità dell'istruzione. In tutto ciò, le tasse universitarie aumentano. Non c'è libertà se il figlio del ricco può scegliere se lavorare o studiare e il figlio del povero non ha scelta. Per cui:
  • diritto allo studio legato al reddito;
  • mobilità in Italia e Europa per gli studenti;
  • tutti i dottorati abbiano la borsa di studio;
  • regole su post-doc e assunzione successiva;
  • sostenere la ricerca porta competitività!!!
  • agganciare la carriera di chi assume ai risultati dell'assunto/a;
  • tenere in conto adeguato il titolo di dottore di ricerca;
  • autonomia;
  • coinvolgere le università in progetti di ricerca su riconversione a economia sostenibie.
Già Delors chiedeva che i costi di istruzione e ricerca non fossero inseriti nei vincoli UE sul debito. Sia fatto, subito. La ricerca pura, infatti, necessaria per quella industriale e per un Paese competitivo, ha tempi di ritorno di 20-30 anni: nessun privato può sovvenzionarla, deve farlo lo Stato. È semplice, in fondo: come si fa ad avere sviluppo se non si finanzia ricerca e sviluppo? Si dice che l'Italia prende pochi fondi UE per la ricerca. Vero. Ma l'Italia è seconda per rapporto fondi UE/numero ricercatori: aumentando il numero di ricercatori, aumenteranno i fondi.


PAESE DIGITALE
La rivoluzione digitale sta cambiando il Mondo. Cerchiamo di non rimanere indietro:
  • politica industriale su digital divide;
  • le voci di bilancio per risolvere il digital divide siano fuori dai vincoli europei;
  • internettizzare PA;
  • accesso Wi-Fi in biblioteche, giardini, edifici pubblici;
  • concetto di multi utility;
  • diffusione della fibra;
  • le scuole siano cablate con la rete GARR delle università;
  • istruzione ai cittadini;
  • tutti i risultati della ricerca finanziata da fondi pubblici siano consultabili online;
  • sperimentare l'istruzione integrata - non sostituisce MAI il rapporto diretto.


LA CULTURA È TRASFORMAZIONE
Si sente spesso dire che non ci sono fondi per la cultura, come se fosse un vuoto a perdere. Con la cultura ci si mangia! Eccome! E senza culturanon si è in grado di avere un'idea di futuro. Occorre:
  • un'Agenzia nazionale per l'industria culturale e creativa;
  • usare lo strumento della leva fiscale per privati ed enti che rendano fruibile il patrimonio artisctico e culturale;
  • formazione per senior sui nuovi mercati (digital entertainment, IT, ...);
  • ibridazione delle filiere produttive;
  • sperimentazione!!!


PER UN'ECONOMIA POSITIVA
Il lavoro è da sempre e deve assolutamente rientrare nel cuore del progetto del Partito Democratico. Abbiamo le linee guida ben chiare, sono tutte scritte nella nostra Costituzione:
  • sostenere l'innovazione, la sostenibilità della produzione, la produzione di beni e servizi "unici";
  • sostenere i giovani che fanno impresa e creano lavoro;
  • disboscare le normative che strangolano la partenza di nuove imprese.


PRECARIETÀ
Il principio dev'essere quello che un'ora di lavoro precario deve costare più di un'ora di lavoro stabile:
  • diminuzione delle tasse sul lavoro;
  • diminuire gli oneri indiretti su lavoro stabile (IRAP, IRES, oneri contributivi);
  • contratto unico di inserimento;
  • pesi e contrappesi nei contratti atipici;
  • salario minimo legale;
  • autonomia delle rappresentanze sindacali;
  • aumentare l'uso di rappresentanze sindacali aziendali;
  • intervento dei lavoratori nella gestione delle aziende (come da Costituzione).


UGUAGLIANZA
Noi stiamo con quella maggioranza di italiani che non si riconosce né nell'ultra liberismo né nei vecchi privilegi. Miglioriamo il welfare: a pari spesa, meno trasferimenti diretti e più servizi.


REDDITO MINIMO E AMMORTIZZATORI
Il grosso della spesa pubblica per welfare sono le pensioni retributive. I 2 MLN di pensionati più ricchi prende il 200% dei contributi versati; nel frattempo, assegni familiari e sussidio di disoccupazione non arrivano ai più poveri. Due mosse immediate:
  • Reddito minimo garantito di 400 €: costa 7 MLD €;
  • Sussidio unico di disoccupazione: costa 9 MLD €;
La spesa in pensioni è 240 MLD €!!! Dei quali 80 MLD € sono per i 2 MLN di pensionati più ricchi! Andiamo a prenderli da lì e riaccenderemo anche il mercato interno.
Occorre inoltre rivedere il meccanismo di Cassa Integrazione in deroga, introducendo una "tassa sul licenziamento" che non porti gli errori delle aziende a pesare sulle aziende "brave".
Bisogna infine rivedere a fondo gli ordini professionali: ora sono delle lobby, devono diventare invece garanti nei confronti del cittadino.
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[1] Che poi è quello che c'era scritto nel referendum
[2] È il principio sancito dalla Rivoluzione Americana "No tax without representation" mica roba del Manifesto di Marx eh