24 apr 2013

Festa

Non sono religioso. Apprezzo le feste tipo Natale, etc per il loro significato di stare in famiglia e tra amici, ma ho comunque delle preferenze: Natale è figo, farsi regali comunque non è male, Pasqua mi sa di poco perché è di domenica, l'Immacolata non la sopporto.

Per tre soli giorni all'anno mi sento veramente l'aria di festa. La Festa della Liberazione è uno di questi.

Oggi leggevo questo:

Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante segue un'altra strada. Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. [...] Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.[1]
(Piero Calamandrei)

Lo leggo oggi. Perché domani è festa.

Buona Liberazione a tutti.