18 apr 2013

Sulla democrazia diretta attraverso la rete

Vorrei proporre oggi un esperimento mentale: supponiamo che Grillo e Casaleggio abbiano ragione su un paio di cose. Partiamo dalle ipotesi che espongo di seguito e traiamone le conseguenze logiche.

Ipotesi #1: tutti i cittadini maggiorenni d'Italia hanno un account sul blog beppegrillo.it
Ipotesi #2: il Movimento 5 Stelle ha preso il 100% alle elezioni
Ipotesi #3: il Parlamento funziona secondo i canoni della democrazia diretta attraverso la rete.

Vediamo ora cosa succederebbe quando c'è in discussione un certo ordine del giorno, non importa quale nel merito.

Per #1 e #3, sul blog di Grillo i cittadini espongono le loro ragioni e poi votano a maggioranza semplice. Dato che non c'è un limite al numero di mozioni, potrebbero esserci diciamo 1.000.000 di mozioni e dunque una di queste potrebbe vincere con 100 voti (considerando 50 MLN di maggiorenni in Italia).
Per #2 il Parlamento, composto unicamente da cittadini portavoce del M5S, vota all'unanimità la mozione x che ha ottenuto 100 voti.

E ora applichiamo ciò, ad esempio, all'elezione del Presidente della Repubblica. Ignoriamo il fatto che a votare siano stati al massimo poche migliaia di persone, supponiamo che abbiano votato in 50 MLN.

Supponiamo che il risultato delle quirinarie sia il seguente:
- Bonino Emma 5 MLN
- Caselli Gian Carlo 5 MLN
- Fo Dario 5 MLN
- Gabanelli Milena Jola 5 MLN
- Grillo Giuseppe Piero detto Beppe 5.1 MLN
- Imposimato Ferdinando 4.9 MLN
- Prodi Romano 5 MLN
- Rodota' Stefano 5 MLN
- Strada Luigi detto Gino 5 MLN
- Zagrebelsky Gustavo 5 MLN

Dunque il PdR sarebbe Grillo Giuseppe Piero detto Beppe, votato dal 10% +1 a grandi linee dei cittadini.

Ora, a casa mia questa si chiama dittatura della maggioranza. E neanche della maggioranza assoluta, ma di una piccola maggioranza relativa.

Ora propongo a tutti gli iscritti e simpatizzanti del Movimento 5 Stelle la mia idea di come dovrebbe andare la democrazia diretta: in una situazione come quella descritta i Parlamentari dovrebbero votare in proporzione a quello che il popolo gli ha chiesto. Ma questo produrrebbe uno stallo.

Analizziamo ora invece il comportamento reale del Movimento 5 Stelle nel suo essere partito: esaminiamo cioè la modalità decisionale[1].

Osservazione #1: decisione dei candidati al Parlamento.

  1. Non si sa chi (dunque si presume Beppe Grillo) decide chi ha diritto al voto
  2. Hanno diritto al voto gli iscritti al M5S entro una certa data
  3. Non si sa chi (dunque si presume Beppe Grillo) decide chi ha diritto ad essere votato
  4. Hanno diritto ad essere votati i trombati delle amministrative più gli eletti delle amministrative che si dimettano
  5. Gli iscritti di ogni circoscrizione votano a maggioranza semplice i candidati
  6. I più votati entrano in lista in ordine di voti presi
Osservazione #2: decisione del candidato Presidente della Repubblica.

  1. Non si sa chi (dunque si presume Beppe Grillo) decide chi ha diritto al voto
  2. Hanno diritto al voto gli iscritti al M5S entro una certa data
  3. Gli aventi diritto indicano un nome ciascuno
  4. I primi 10 nomi con i requisiti costituzionali vengono pubblicati
  5. Gli aventi diritto votano tra i 10
  6. Risulta una classifica (sic) in ordine di voti presi, ma il primo può rinunciare, nel quial caso si va al secondo e così via.
Ora non so se chi mi legge sia mai stato in una sede di partito quando c'è da decidere una candidatura, ma questa è la procedura di qualsiasi partito[2]. Le differenze tra queste procedure M5S e quelle di un qualsiasi partito:
  1. il mezzo: si vota in rete anziché guardarsi in faccia in una sezione
  2. la trasparenza: fino alle cosiddette quirinarie non c'era neanche un ente a certificare[3] e comunque non ci è a tutt'oggi dato sapere quanti hanno votato e quanti voti sono andati a ognuno dei 10.
Infine, entrando nel merito, guardiamo alcuni dei 10 nomi venuti fuori dalle cosiddette quirinarie M5S:

 - Bonino Emma
Candidata alla regione Lazio con appoggio del PD

- Gabanelli Milena Jole (vincitrice)
Giornalista della rete pubblica a detta di Grillo (e non solo) lottizzata dal PD

- Imposimato Ferdinando
Senatore PCI-PDS

- Prodi Romano
Ideatore e fondatore nonché primo presidente del PD

- Rodota' Stefano
Parlamentare Sinistra indipendente, PCI, PDS, garante della privacy su nomina del governo PD

- Zagrebelsky Gustavo
Presidente onorario di Libertà e Giustizia, associazione che ha avuto e ha spesso scambi di vedute col PD

Per essere il M5S un partito che odia il PD, 6 su 10 non è male.

E hai voglia a dire che siamo tutti uguali. Come mai del PdL non ce n'è nessuno? Le quirinarie del M5S hanno scritto chiaro e tondo che sebbene ognuno abbia limiti ed errori anche pacchiani alle volte, non sono tutti uguali.

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[1] Se ho scritto qualcosa di non vero aspetto smentite, come sempre corredate di prove
[2] Dunque escludo il PdL in cui non esistono congressi o votazioni e decide tutto Berlusconi perché è lui che mette i soldi
[3] E guarda caso solo questa volta saltano fuori irregolarità, senza che nessun attivista si ponga dei dubbi sulla regolarità delle cosiddette parlamentarie nonj certificate da alcuno.