28 mag 2014

L'analisi della sconfitta

Essendo di sinistra, non sono abituato a fare analisi della vittoria, per cui mi vado a cercare una sconfitta e la analizzo. Avevo pronosticato questi risultati, sulla base di uno studio analitico dei sondaggi e di alcune considerazioni statistiche e politiche:
PD: 29 - 33%
M5S: 23 - 27%
FI: 18 - 22%
NCD: 4 - 7%
Lega: 4 - 6%
Tsipras: 3 - 5%
FdI: 3 - 5%
ALDE: 2 - 3.5%
Errori alquanto grossolani, il metodo è decisamente non-validato. Vediamo l'errore rispetto alla media degli intervalli di confidenza:

PD: +10%
M5S: -4%
FI: -3%
NCD: -1%
Lega: +1%
Tsipras: 0
FdI: 0
ALDE: -1%
Lato positivo: l'ordine di arrivo è quello giusto, almeno (eccetto NCD - Lega, i cui intervalli di confidenza erano però completamente sovrapposti).
Occorre innanzi tutto verificare la bontà delle ipotesi effettuate a completamento del modello.
Prima ipotesi: la bontà dei dati. Gli exit poll, anch'essi eseguiti con tecniche statistiche, sono in linea con i sondaggi. Questo significa che qualcosa non va nella tecnica di campionamento, la divisione per età, ceto, istruzione, geografia e inurbamento pare non funzionare più, possibile effetto dei partiti cosiddetti post-ideologici, o come preferisco chiamarli, neo-ideologici.
Seconda ipotesi: sono europee, alto astensionismo eccetto che a sinistra: decisamente giusta, più importante di quanto sembrasse.
Terza ipotesi: tendenza antigovernativa delle europee. Andando a verificare, questa è evidentemente errata, in realtà le europee in Italia hanno favorito chi era al governo con l'eccezione del 99 in cui può aver pesato il "se perdo le elezioni mi dimetto" di D'Alema.
Quarta ipotesi: elezioni locali accoppiate a europee:a giudicare dal successo di forze radicate come PD e Lega e dal fatto che Forza Italia tutto sommato ha retto (FI+NCD fanno praticamente i voti del PDL nel 2013) questo fattore ha avuto una netta importanza, insieme alla quinta ipotesi, cioè che le preferenze avvantaggiano partiti con candidati seri sul territorio, non partiti con singolo megafono che parla per tutti.

Passo ora alle cose forse prevedibili ma fin qui impreviste.
Primo imprevisto: il voto utile da destra: è evidente che i liberaldemocratici di Scelta Civica e Centro Democratico, una volta che si è chiarito che Scelta Europea non aveva possibilità di passare lo sbarramento, hanno votato per il partito più digeribile nonostante le differenze; gli ultra liberisti di Fare, probabilmente, non hanno avuto sufficiente stomaco per votare PSE, andando a dare quello 0.7%.
Secondo imprevisto: il Movimento 5 Stelle ha lasciato per strada 3 milioni di elettori di febbraio 2013. Mi aspettavo un'emorragia, da parte di quelli che, pur di sinistra, lo avevano votato per "dare un segnale" o perché pensavano ad una grossa Rifondazione Comunista, e che una volta scoperto che era una grossa IdV mista MSI sono tornati verso Tsipras e PD.
Terzo imprevisto, o forse previsto ma non da me: effetto Renzi. La casalinga di Voghera, da sempre arbiter della politica italiana, ha scelto Renzi.
Conclusioni? I sondaggi mostrano solo se tendenze, i voti sono un'altra cosa, credo che ISTAT e dipartimenti di statistica delle università italiane dovrebbero cominciare a ricercare un nuovo metodo di campionamento e stima del voto, perché va da sé che il modello attuale non funziona.