13 gen 2014

In memoria di Fabrizio Fabbri

Stamattina, durante operazioni di routine di accodamento di un vagone ad una motrice alla stazione di Firenze SMN, è morto in un tragico incidente l'operaio di FS Fabrizio Fabbri.
Aveva 34 anni. Quattro più di me, uno meno di mia sorella. Lascia la compagna e un figlio piccolo.

Io sono un pendolare, prendo ogni mattina (stamattina per puro caso no, perché faccio mezza giornata) il treno a Santa Maria Novella.

Chissà quante volte Fabrizio ha montato il mio treno, consentendo a me e a tanti altri di raggiungere la scuola, il lavoro, gli amici o i parenti, o anche semplicemente il mare o altro posto in cui divertirsi. L'incidente è accaduto sul binario 2, il binario del mio treno.

Forse la vicinanza d'età, forse la simile situazione familiare, forse il fatto che stesse lavorando sul binario del mio treno, fatto sta che senza togliere nulla a nessuno né con alcuna intenzione di disturbare, vorrei dire alla famiglia di Fabrizio che mi sento molto vicino al loro dolore.

E spero non me ne voglia nessuno, ma vorrei ribadire un mio vecchio e sempre attuale cruccio.

L'Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro. Chi muore mentre sta facendo il suo lavoro deve avere funerali di Stato.

Magari così i rappresentanti delle istituzioni, non potendo mai stare a casa perché in Italia ci sono circa 1.5 morti sul lavoro al giorno [1] (nei primi 13 giorni del 2014 già 14 morti) [2], comincerebbero a capire che c'è del lavoro da fare. Tenendo conto che il loro lavoro è molto più sicuro di tutti gli altri.

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[1] La stima sale vertiginosamente a 3.6 morti/giorno se consideriamo i morti nel tragitto
[2] Fonte: Osservatorio Indipendente di Bologna morti per infortuni sul lavoro