21 lug 2014

Senza se e senza ma?

Quando ero teenager, come penso accada a tutti, le mie opinioni erano molto più tagliate con l'accetta ed estreme. Ad esempio, ho manifestato e occupato contro la guerra USA targata Bush junior in Afghanistan, e lo rifarei, perché fu una viscida aggressione a scopo oleodotto (che ancora oggi miete vittime quotidiane), con la complicità dell'Italia berlusconiana.
A volte invece, ho se non cambiato quanto meno sfumato le mie opinioni.
Ad esempio, mi è capitato più volte di indossare la kefiah e parteggiare per quelli che mi parevano essere i partigiani palestinesi contro l'invasione nazisionista, senza se e senza ma.
Un giorno, avevo 16 anni, giravo per Firenze dove mi trovavo a visitare mia sorella universitaria. Sotto il cavalcavia di piazza Alberti, vedo una grande scritta sul muro:

TERRA E LIBERTÀ PER IL POPOLO PALESTINESE - ISRAELE BOIA

D'istinto, quell'istinto da sedicenne, sorrido e mi viene da alzare il pugno sinistro.
Solo che il saluto atavico della sinistra mi si è strozzato in gola (o nel braccio) quando, proseguendo, ho visto la firma che rivendicava quella scritta:

FRONTE DELLA GIOVENTÙ (e croce celtica acclusa).

Ora, non mi era mai capitato, neanche per sbaglio, di condividere un'opinione con i neofascisti. Per cui, dato che per natura mi pongo domande, ho cominciato ad approfondire la faccenda.
Crescendo, innanzi tutto ho smesso di fare qualsiasi cosa "senza se e senza ma". I "se" e i "ma" sono fondamentali, perché qualsiasi cosa si sviluppa in un contesto e va giudicata in un contesto. Ma questa è una questione di metodo, non di merito, ed è indipendente dalla questione israelo-palestinese.
Nel merito, invece, venni a sapere un po' la situazione. La parte antica (i primi insediamenti, gli atti terroristici dei fascisti Sionisti, le guerre di aggressione panaraba al neonato stato di Israele, l'aiuto peloso dell'URSS agli arabi mentre però riconosceva per primo insieme agli USA lo stato di Israele) e la parte moderna (Hamas, OLP, Arafat, Fatah, attentati suicidi, missili, Ha Avoda, Likud, l'omicidio del premier israeliano Rabin da parte di un fascista suo connazionale, i dirottamenti, poi Camp David, gli accordi saltati, i confini del '69, l'Iran, la Siria etc).
Poi mi ha aiutato tantissimo avere un collega di università libanese, persona moderata e equilibrata ma che aveva degli scatti di nazionalismo quando si parlava di Hezbollah e Israele. E ho avuto anche modo di apprezzare il lavaggio del cervello che Hezbollah aveva fatto anche a un giovane benestante (relativamente al Libano) di Sidone riguardo Israele [1].
E penso di aver capito che le responsabilità non stanno mai da una parte sola. Che prima di fare propria una battaglia bisogna pensarci molto bene.
E che Hamas non sono i partigiani, in quella situazione. Sono i fascisti.
Con il popolo palestinese, con il popolo israeliano, sempre. Per la pace.
Contro i guerrafondai, sotto qualsiasi bandiera si nascondano.
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[1] la cosa che mi colpì di più fu la storiella che Israele per costituzione aveva l'obiettivo di conquistare tutto ciò che è compreso tra il Tigri e il Nilo. Magari qualche fascio sionista lo vorrebbe pure, ma pare chiaro da come sono andate le guerre arabo-israeliane che se l'avesse voluto, l'avrebbe fatto in poco tempo e stabilmente.