Ricordo a chi guardasse (tutti e 4) di consultare le linee guida alla lettura di sondaggi.
Situazione al 23/gen/2014:
COALIZIONI
MAGGIORI PARTITI
Commento dell'analista: le rette sono quasi tutte orizzontali. L'elettorato in Italia è fermo.
23 gen 2014
21 gen 2014
Studio sistematico dei sondaggi e regressione lineare delle coalizioni
Oggi comincio a pubblicare uno studio dei sondaggi pubblici (la mia unica e sola fonte, in quanto unica certificata, è il sito della Presidenza del Consiglio).
La tecnica che uso è la seguente:
Dato che ancora si sa un cazzo di come sarà la legge elettorale, aggiungo il grafico dei 3 principali partiti.
Divertitevi.
_____________________
[1] Se nel sondaggio A, eseguito su 1000 persone, il PD è stimato a 30% e nel sondaggio B, eseguito su 800 persone, il PD è stimato a 29%, il dato del PD per quel giorno nel mio studio sarà:
30% * 1000 + 29% * 800
------------------------------------- = 29.56%
1000 + 800
[2] "Popolazione" è un termine tecnico della statistica, nel nostro caso si intendono i circa 50000000 di cittadini maggiorenni in possesso dei diritti politici attivi.
[3] Questo modo non è sempre valido, ha delle ipotesi alla base, ma non voglio fare lezioni di statistica che tra l'altro non sarei in grado di fare.
[4] Cioè se ho 16 sondaggi a incertezza 3.5%, combinando i dati e supponendo che siano indipendenti potrei stimare l'incertezza finale in 3.5%/4=0.88%
La tecnica che uso è la seguente:
- segno, per ogni sondaggio, data di esecuzione (non di pubblicazione!), stime sui principali partiti al netto di astensionisti, indecisi, bianche e nulle e cardinalità del campione;
- se un sondaggio fosse eseguito spalmato su più giorni, prendo la data finale come data indicativa;
- se in uno stesso giorno ci fossero più sondaggi, il dato per quel giorno è rappresentato dalla media pesata [1] dei sondaggi eseguiti in quel giorno;
- le coalizioni che considero sono quelle considerate dai principali sondaggisti: PD/all. = PD, SeL, SVP, il Megafono, Socialisti; FI/all. = FI, NCD, Lega, vari post AN (tutti insieme, ovvero La Destra + Movimento per Alleanza Nazionale), MPA e simili, etc; Centro = SC e UDC (FLI ormai non lo riportano nemmeno, immagino sia rientrato nei post AN); Rif/IdV/All quello che alle scorse si è presentato come Rivoluzione Civile; M5S va da solo;
- messi i dati, eseguo regressione lineare; per chi può capirlo, a costo di avere maggiore incertezza, i termini di calcolo della retta non sono pesati in base alla cardinalità del campione sulla singola data.
- dal 20 marzo in poi, la regressione lineare è pesata, e questo si dovrebbe tradurre in maggiore accuratezza, diciamo che la mia stima dell'incertezza di questo studio è 1.5% a partito.
- i sondaggi sono stime eseguite su un sottoinsieme molto piccolo (in genere 800 o 1000 unità, raramente 1500) della popolazione [2];
- il campione non è scelto a cazzo di cane, ma è scelto con opportune e scientifiche tecniche di dimostrata validità che sono riportate quando si scarica il sondaggio dal sito;
- la gente ha da fare e non è ben disposta a rispondere alle domande perdendo mezz'ora di vita, per cui è normale che per avere 1000 risposte servano 5000-6000 tentativi;
- ogni sondaggista ha dei "numeri magici" con cui corregge la stima, e a volte li usa per portare acqua al suo mulino, altre per migliorare le stime; ma prendendo sondaggi da tutte le fonti dal TgCom a Ballarò la cosa si compensa;
- in quanto stime, i sondaggi sono endemicamente ed ineliminabilmente affetti da incertezza;
- l'incertezza è una stima a priori dell'errore commesso ed è a sua volta una stima affetta da incertezza, ma non è fatta alla cazzo di cane ma anche questa calcolata con tecniche di provata validità scientifica;
- il modo migliore per leggere un dato affetto da incertezza è il seguente [3] : se in un sondaggio a incertezza 3.5% il PD è dato al 30%, significa che c'è una probabilità pari al 95% che il dato reale del PD sia tra 30% + 3.5% e 30% - 3.5%;
- in conseguenza, quando un giornalista coglione, ignorante o in mala fede dice cose tipo "il PD prende, rispetto alla precedente rilevazione, uno +0.3%" sta dicendo una cosa che è scientificamente una cazzata, mentre la dizione sensata in un caso del genere sarebbe "il dato del PD è compatibile con quello della precedente rilevazione";
- esiste una legge matematica per cui, avendo N rilevazioni indipendenti, l'incertezza diminuisce come la radice quadrata di N [4];
- i sondaggi su 800 persone hanno in genere incertezza 4.5%, quelli su 1000 persone 3.5%, quelli su 1500 persone 2.5%;
- facendo la regressione lineare dovrebbe diminuire l'incertezza, ma non conoscendo quanto siano indipendenti i campioni dei vari sondaggi, non mi arrischio a fare a mia volta una stima di incertezza, tuttavia quest'incertezza è certamente minore di 2.5%.
Dato che ancora si sa un cazzo di come sarà la legge elettorale, aggiungo il grafico dei 3 principali partiti.
Divertitevi.
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[1] Se nel sondaggio A, eseguito su 1000 persone, il PD è stimato a 30% e nel sondaggio B, eseguito su 800 persone, il PD è stimato a 29%, il dato del PD per quel giorno nel mio studio sarà:
30% * 1000 + 29% * 800
------------------------------------- = 29.56%
1000 + 800
[2] "Popolazione" è un termine tecnico della statistica, nel nostro caso si intendono i circa 50000000 di cittadini maggiorenni in possesso dei diritti politici attivi.
[3] Questo modo non è sempre valido, ha delle ipotesi alla base, ma non voglio fare lezioni di statistica che tra l'altro non sarei in grado di fare.
[4] Cioè se ho 16 sondaggi a incertezza 3.5%, combinando i dati e supponendo che siano indipendenti potrei stimare l'incertezza finale in 3.5%/4=0.88%
Sulla legge elettorale
Premessa.
A me piacciono i collegi uninominali. Mi piace, a elezioni finite, sapere che Tizio è il mio deputato e Caio il mio senatore. E la forma di parlamento che mi piacerebbe l'ho descritta qui.
Fine premessa.
Supponiamo, per un attimo, che mi vada bene una legge proporzionale con premio di maggioranza alla coalizione che prenda più del tot %, con collegi piccoli e liste corte bloccate.
L'obiettivo dichiarato di siffatta legge elettorale è l'ottenimento della governabilità anche tramite l'impedimento ai cespugli da 2% di esercitare veti finendo per contare più dei partiti da 30%, e di conseguenza la spinta, nell'immediato o nel futuro, verso un sistema bipartitico come quello statunitense o comunque delle maggiori democrazie europee e nordamericane.
Allora c'è qualcosa da cambiare assolutamente.
L'obiettivo dichiarato di siffatta legge elettorale è l'ottenimento della governabilità anche tramite l'impedimento ai cespugli da 2% di esercitare veti finendo per contare più dei partiti da 30%, e di conseguenza la spinta, nell'immediato o nel futuro, verso un sistema bipartitico come quello statunitense o comunque delle maggiori democrazie europee e nordamericane.
Allora c'è qualcosa da cambiare assolutamente.
0. Prima di tutto nessuno possa candidarsi in più collegi, o si ricade mestamente nel Porcellum.
1. La legge elettorale deve sopravvivere a chi l'ha scritta. Oggi appare che nessuna coalizione possibile possa prendere il 35% ma domani le cose potrebbero cambiare. È chiaro che Renzi sia convinto di poter raggiungere il 35%, ma appunto la legge elettorale deve sopravvivergli.
2. Se davvero vogliamo dare una spinta verso un sistema bipartitico, questa soglia è in controsenso: ad oggi nessun partito può, da solo o in compagnia di pochi e fidati alleati, raggiungere il 35%, e nessuna coalizione per quanto piena e variegata può raggiungere il 40%. Dunque una soglia così bassa invoglia a mettere su una coalizione-carrozzone per tentare di vincere al primo turno. Mentre un premio al 40%, in quanto irraggiungibile anche in coalizione [1] porterebbe a coalizioni più omogenee, tipo PD-SEL o FI-Lega, che si giocherebbero il premio di maggioranza al secondo turno.
3. Gli sbarramenti devono essere uguali per chi si presenta dentro e fuori da una coalizione. Se un cespuglio teme per la sopravvivenza, lo ammetta a se stesso e rinunci a una parte della propria sovranità politica federandosi a un partito più grande. A questo punto, peraltro, l'apparentamento a monte tra partiti sarebbe inutile.
4. Sarebbe bene mettere le preferenze o istituzionalizzare le primarie, ma se devo scegliere una battaglia politica la faccio sulle due cose di cui sopra.
1. La legge elettorale deve sopravvivere a chi l'ha scritta. Oggi appare che nessuna coalizione possibile possa prendere il 35% ma domani le cose potrebbero cambiare. È chiaro che Renzi sia convinto di poter raggiungere il 35%, ma appunto la legge elettorale deve sopravvivergli.
2. Se davvero vogliamo dare una spinta verso un sistema bipartitico, questa soglia è in controsenso: ad oggi nessun partito può, da solo o in compagnia di pochi e fidati alleati, raggiungere il 35%, e nessuna coalizione per quanto piena e variegata può raggiungere il 40%. Dunque una soglia così bassa invoglia a mettere su una coalizione-carrozzone per tentare di vincere al primo turno. Mentre un premio al 40%, in quanto irraggiungibile anche in coalizione [1] porterebbe a coalizioni più omogenee, tipo PD-SEL o FI-Lega, che si giocherebbero il premio di maggioranza al secondo turno.
3. Gli sbarramenti devono essere uguali per chi si presenta dentro e fuori da una coalizione. Se un cespuglio teme per la sopravvivenza, lo ammetta a se stesso e rinunci a una parte della propria sovranità politica federandosi a un partito più grande. A questo punto, peraltro, l'apparentamento a monte tra partiti sarebbe inutile.
4. Sarebbe bene mettere le preferenze o istituzionalizzare le primarie, ma se devo scegliere una battaglia politica la faccio sulle due cose di cui sopra.
A questo punto avremmo una legge elettorale che garantisca la governabilità, perché avere un premio ma doversi portare dietro partitucoli per ottenerlo non è efficace.
Postilla.
Questo sistema, frutto dell'accordo raggiunto con FI, ha come ipotesi la trasformazione del Senato in camera non elettiva e che non dà la fiducia. Renzi ha dimostrato di saperci fare in più occasioni [2]. Ma Berlusconi è Berlusconi. E la modifica del Senato richiede, Costituzione alla mano, almeno 4-5 mesi. Renzi porti prima a casa la riforma elettorale, che temporaneamente tenga anche per il Senato la stessa modalità [*]. E poi si proceda alla modifica costituzionale. Il giaguaro morente è ancora più pericoloso.
Passare da spregiudicato a ingenuo [3] è un lampo.
Questo sistema, frutto dell'accordo raggiunto con FI, ha come ipotesi la trasformazione del Senato in camera non elettiva e che non dà la fiducia. Renzi ha dimostrato di saperci fare in più occasioni [2]. Ma Berlusconi è Berlusconi. E la modifica del Senato richiede, Costituzione alla mano, almeno 4-5 mesi. Renzi porti prima a casa la riforma elettorale, che temporaneamente tenga anche per il Senato la stessa modalità [*]. E poi si proceda alla modifica costituzionale. Il giaguaro morente è ancora più pericoloso.
Passare da spregiudicato a ingenuo [3] è un lampo.
Postilla 2, momento di orgoglio democrat.
Mentre lo scontro interno alla destra si basa su "traditore", "valjassa", "siamo berlusconiani", "siamo diversamente berlusconiani", lo scontro interno interno al M5S si basa su "tu ti vuoi tenere i soldi della diaria", "talebani", "ribelli", "se non sono democratico allora fuori dalle palle", sullo scontro interno alla Lega soprassiedo per amore di patria, vedere che lo scontro interno al PD è fatto di Renzi che cita Gramsci e Cuperlo che cita Pio VII dà uno scatto d'orgoglio.
Postilla 3, momento di cazziatone democrat.
Certo segretario che la cazzata su Cuperlo te la potevi e dovevi risparmiare. Capisco la strategia politica di legittimare un'ameba (politicamente e nel senso della leadership parlando) come Fassina piuttosto che un intellettuale come Cuperlo, ma se Fassina parla a nome dei 12000 delle primarie, Cuperlo parla a nome del 38% degli iscritti (~150000) e del 18% (~520000) dei simpatizzanti. Io stavo da un'altra parte e l'ho criticato aspramente, ma questo è un fatto.
____________________
[1] Male che gli vada M5S più rifondaroli vari un 23% lo fanno.
[2] Rispondere alle critiche dell'area Cuperlo citando D'Alema che cita Gramsci sulla subalternità culturale ne è solo l'ultimo esempio.
[3] Leggi "pigliarlo in culo".
[*] leggo ora (21/gen 14.34) della clausola di salvaguardia per cui almeno su questo mi dichiaro soddisfatto.
[1] Male che gli vada M5S più rifondaroli vari un 23% lo fanno.
[2] Rispondere alle critiche dell'area Cuperlo citando D'Alema che cita Gramsci sulla subalternità culturale ne è solo l'ultimo esempio.
[3] Leggi "pigliarlo in culo".
[*] leggo ora (21/gen 14.34) della clausola di salvaguardia per cui almeno su questo mi dichiaro soddisfatto.
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