Su alcune cose sono d'accordo con i senatori che stanno chiedendo udienza al Capo dello Stato, più nel merito che nel metodo
Certo, se pensano di andare da Napolitano senza avere in mano l'offerta di ritirare tutti gli emendamenti farsa, tenendo fermi quelli veri, si risparmino la strada, perché io per primo direi "Napo, chiudi la porta".
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24 lug 2014
La tagliola
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24 feb 2014
A modest proposal
Così, pensando un po' a scazzone al fatto che in Italia la certezza della pena sia un miraggio, mi è venuta in mente un'idea.
Dato che pare ci sia da mettere mano alla Costituzione, si inserisca una piccola modifica all'articolo 79: dall'attuale
Art. 79
L'amnistia e l'indulto
sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei
componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione
finale.
La legge che concede l'amnistia o l'indulto stabilisce il termine per la loro applicazione.
In ogni caso l'amnistia e l'indulto
non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla
presentazione del disegno di legge.a questo:
Art. 79
L'amnistia, l'indulto e il condono
sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei
componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione
finale.
La legge che concede l'amnistia, l'indulto o il condono stabilisce il termine per la loro applicazione.
In ogni caso l'amnistia, l'indulto e il condono
non possono applicarsi ai reati o evasioni commessi successivamente alla
presentazione del disegno di legge.
12 dic 2013
I forconi e il fallimento (non apertamente) dichiarato del Movimento 5 Stelle
Il 9 aprile 2013 Grillo dal blog dichiarava:
"Con la crisi, le ideologie son pronte per tornare. Anche il nazismo e il fascismo non scompaiono mai. Io ne sento l'odore da lontano ed è questo il momento del loro grande ritorno. Quando ci sono pesanti crisi economiche e politiche, la gente rispolvera le parole d'ordine più facili e comprensibili, è sempre stato così."
Ragionevole. Nel libro Il grillo canta sempre al tramonto aggiungeva:
"Molti nostri avversari - è la sottolineatura di Grillo nel libro - non capiscono che il MoVimento 5 Stelle è un argine democratico contro questi gruppi, se non ci fossimo noi avrebbero senz'altro più spazio".
Dando un occhio alle frange neofasciste che stanno indirizzando la protesta cosiddetta dei forconi, qualcuno dovrebbe dire che ha fallito, che l'argine non ha funzionato.
E se fosse onesto intellettualmente, dovrebbe dire che l'argine non ha funzionato perché in Parlamento non ha fatto niente per arginare, ha anzi soffiato sul fuoco per due % in più alle elezioni.
Ormai ho perso la speranza che i residui antifascisti nel M5S prendano le distanze dal loro ducetto, che accarezza i forconi dal suo villone al mare. Hanno poco tempo ancora per farlo, tra poco anche loro dovranno essere considerati come destra eversiva. Certo, dall'orgogliosamente fascista Lombardi non me l'aspetto; ma che ne so, da Orellana sì.
"Con la crisi, le ideologie son pronte per tornare. Anche il nazismo e il fascismo non scompaiono mai. Io ne sento l'odore da lontano ed è questo il momento del loro grande ritorno. Quando ci sono pesanti crisi economiche e politiche, la gente rispolvera le parole d'ordine più facili e comprensibili, è sempre stato così."
Ragionevole. Nel libro Il grillo canta sempre al tramonto aggiungeva:
"Molti nostri avversari - è la sottolineatura di Grillo nel libro - non capiscono che il MoVimento 5 Stelle è un argine democratico contro questi gruppi, se non ci fossimo noi avrebbero senz'altro più spazio".
Dando un occhio alle frange neofasciste che stanno indirizzando la protesta cosiddetta dei forconi, qualcuno dovrebbe dire che ha fallito, che l'argine non ha funzionato.
E se fosse onesto intellettualmente, dovrebbe dire che l'argine non ha funzionato perché in Parlamento non ha fatto niente per arginare, ha anzi soffiato sul fuoco per due % in più alle elezioni.
Ormai ho perso la speranza che i residui antifascisti nel M5S prendano le distanze dal loro ducetto, che accarezza i forconi dal suo villone al mare. Hanno poco tempo ancora per farlo, tra poco anche loro dovranno essere considerati come destra eversiva. Certo, dall'orgogliosamente fascista Lombardi non me l'aspetto; ma che ne so, da Orellana sì.
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2 dic 2013
Il prezzo
Matteo Renzi si mostra orgoglioso della sua "timidezza" sul piano dei matrimoni egualitari.
Il fatto che una sequela di commenti omofobici sia comparso sulla sua pagina FB dev'essere un caso.
Certo è che quando tanti e tanti dem gli fanno notare che c'è modo e modo di andare a cercare i voti di destra, intendono proprio questo: c'è un prezzo da pagare.
E il prezzo è questo.
Visto che si è divertito tanto a dare del tu a ipotetiche elettrici (o dovrei dire telespettatrici?), l'amico e compagno Matteo dia del tu a tutti quei cittadini italiani (omosessuali) che sono meno uguali degli altri cittadini italiani (eterosessuali).
Anzi passo io a darti del tu.
Caro Matteo, vieni da Giuseppe che alla morte di Antonio ha perso la casa, che era di Antonio, e che è tornata ai genitori di Antonio che Antonio lo avevano cacciato di casa perché gay, e digli che sei timido.
Caro Matteo, vieni da Luisa che dopo la morte sul lavoro della compagna Anna non ha avuto reversibilità perché davanti alla Repubblica Italiana lei non è un cazzo di nessuno, e dille che sei timido.
Caro Matteo, viani da Paola picchiata per strada perché lesbica, e fai anche la bella faccia a dirle che vuoi che sia votata la legge Scalfarotto sull'omofobia; lei ti risponderà che non è facendola sentire una "specie protetta" che la aiuterai, ma facendo vedere che - come dice il nostro articolo 3 - lei è una cittadina pari agli altri, e gli altri cittadini possono dichiarare davanti allo Stato chi è il loro partner per la vita, mentre lei no.
A proposito, carissimi Scalfarotto e Concia che da sempre sostengo sulla necessità di avere uguaglianza e pari dignità sociale indipendentemente dall'orientamento sessuale, potete battere un colpo o farete finta di niente?
Il fatto che una sequela di commenti omofobici sia comparso sulla sua pagina FB dev'essere un caso.
Certo è che quando tanti e tanti dem gli fanno notare che c'è modo e modo di andare a cercare i voti di destra, intendono proprio questo: c'è un prezzo da pagare.
E il prezzo è questo.
Visto che si è divertito tanto a dare del tu a ipotetiche elettrici (o dovrei dire telespettatrici?), l'amico e compagno Matteo dia del tu a tutti quei cittadini italiani (omosessuali) che sono meno uguali degli altri cittadini italiani (eterosessuali).
Anzi passo io a darti del tu.
Caro Matteo, vieni da Giuseppe che alla morte di Antonio ha perso la casa, che era di Antonio, e che è tornata ai genitori di Antonio che Antonio lo avevano cacciato di casa perché gay, e digli che sei timido.
Caro Matteo, vieni da Luisa che dopo la morte sul lavoro della compagna Anna non ha avuto reversibilità perché davanti alla Repubblica Italiana lei non è un cazzo di nessuno, e dille che sei timido.
Caro Matteo, viani da Paola picchiata per strada perché lesbica, e fai anche la bella faccia a dirle che vuoi che sia votata la legge Scalfarotto sull'omofobia; lei ti risponderà che non è facendola sentire una "specie protetta" che la aiuterai, ma facendo vedere che - come dice il nostro articolo 3 - lei è una cittadina pari agli altri, e gli altri cittadini possono dichiarare davanti allo Stato chi è il loro partner per la vita, mentre lei no.
A proposito, carissimi Scalfarotto e Concia che da sempre sostengo sulla necessità di avere uguaglianza e pari dignità sociale indipendentemente dall'orientamento sessuale, potete battere un colpo o farete finta di niente?
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15 nov 2013
The day after - Il giorno dopo
Tu, donna/uomo con sani valori di sinistra quali uguaglianza, solidarietà, libertà, che da anni vaghi smarrito per il panorama politico italiano in cerca di un minimo di rappresentanza dei tuoi valori.
Tu, che cerchi una via per far sì che la politica non ti venga a cercare solo il giorno prima delle elezioni per poi scacarti e irridere il tuo voto facendo tutt'altro.
Tu, che non sei andato a votare perché da troppo tempo non ne puoi più di una sinistra timida su temi fondanti come laicità, sviluppo sostenibile, scuola.
Tu, che lamenti l'assenza di un partito veramente progressista che guardi ai prossimi dieci - vent'anni e non a martedi prossimo.
Tu, che come tanti altri hai creduto che nuovi partiti venuti fuori dal nulla potessero finalmente darti rappresentanza, salvo poi scoprire che non sono diversi dai vecchi partiti.
Tu, che vuoi con tutto il cuore una società più giusta, più libera e sai che ciò si può ottenere semplicemente applicando la nostra Costituzione.
Tu, che non credi più nella politica, o che forse non ci hai mai creduto.
Tu hai un'occasione. Una grande occasione.
L'8 di dicembre si terranno le Primarie per l'elezione del Segretario del Partito Democratico.
Nonostante tutti i difetti di questo mondo e qualcuno anche dell'altro, il PD ha una gran bella caratteristica: le primarie aperte a tutti.
Ma questo c'era anche a tutte le altre primarie del PD.
La novità è che finalmente qualcuno ha deciso di portare la nostra visione, di donne e uomini di sinistra laica, moderna, sociale, solidale e libertaria, nel Partito Democratico.
E la novità ancora più grande è che stavolta, rispetto ad altre occasioni, questa visione di sinistra e di Italia può vincere le primarie.
Il qualcuno in questione, se non lo avessi inteso, è Pippo Civati. Una persona seria, coerente, onesta, colta e preparata. Un dottore di ricerca che ha fatto della partecipazione dei cittadini alle scelte che influiscono sulla loro vita la battaglia personale. Ma Civati è solo il terminale di un gruppo di persone che hanno intrecciato una rete di competenze, pensieri, idee e applicazioni pratiche per l'Italia del futuro.
Non sto ad annoiarti con troppe informazioni. Se ti interessa sapere cosa vogliamo e come intendiamo farlo, puoi leggerlo in modo esteso qui, in modo sintetico qui o in modo ancora più sintetico qui.
Quello che voglio dirti è che tutti noi, e se stai ancora leggendo penso ci sia dentro anche tu, siamo stanchi del fatto che il giorno dopo non succeda mai un cazzo (cit.).
Per cui voglio invitarti a un ragionamento su tre possibili modi in cui potrai sentirti il 9 di dicembre, ovvero il giorno dopo le primarie.
Puoi non andare a votare. Risparmierai 2 €, del tempo, e il giorno dopo sarai uno dei tanti che ha lasciato le cose così come stanno, in Italia.
Puoi andare a votare Civati. Spenderai 2 €, un po' di tempo, e il giorno dopo potrai dire "almeno ci ho provato".
Oppure puoi andare a votare Civati e convincere 4-5 amici/colleghi/parenti che la pensano pressappoco come te (e me, e noi, e Civati) ad andare a votare Civati. E il giorno dopo, e non solo il giorno dopo, potrai dire di essere tra quelli che hanno fatto la Storia.
Stavolta il giorno dopo succederà qualcosa, davvero.
Tu, che cerchi una via per far sì che la politica non ti venga a cercare solo il giorno prima delle elezioni per poi scacarti e irridere il tuo voto facendo tutt'altro.
Tu, che non sei andato a votare perché da troppo tempo non ne puoi più di una sinistra timida su temi fondanti come laicità, sviluppo sostenibile, scuola.
Tu, che lamenti l'assenza di un partito veramente progressista che guardi ai prossimi dieci - vent'anni e non a martedi prossimo.
Tu, che come tanti altri hai creduto che nuovi partiti venuti fuori dal nulla potessero finalmente darti rappresentanza, salvo poi scoprire che non sono diversi dai vecchi partiti.
Tu, che vuoi con tutto il cuore una società più giusta, più libera e sai che ciò si può ottenere semplicemente applicando la nostra Costituzione.
Tu, che non credi più nella politica, o che forse non ci hai mai creduto.
Tu hai un'occasione. Una grande occasione.
L'8 di dicembre si terranno le Primarie per l'elezione del Segretario del Partito Democratico.
Nonostante tutti i difetti di questo mondo e qualcuno anche dell'altro, il PD ha una gran bella caratteristica: le primarie aperte a tutti.
Ma questo c'era anche a tutte le altre primarie del PD.
La novità è che finalmente qualcuno ha deciso di portare la nostra visione, di donne e uomini di sinistra laica, moderna, sociale, solidale e libertaria, nel Partito Democratico.
E la novità ancora più grande è che stavolta, rispetto ad altre occasioni, questa visione di sinistra e di Italia può vincere le primarie.
Il qualcuno in questione, se non lo avessi inteso, è Pippo Civati. Una persona seria, coerente, onesta, colta e preparata. Un dottore di ricerca che ha fatto della partecipazione dei cittadini alle scelte che influiscono sulla loro vita la battaglia personale. Ma Civati è solo il terminale di un gruppo di persone che hanno intrecciato una rete di competenze, pensieri, idee e applicazioni pratiche per l'Italia del futuro.
Non sto ad annoiarti con troppe informazioni. Se ti interessa sapere cosa vogliamo e come intendiamo farlo, puoi leggerlo in modo esteso qui, in modo sintetico qui o in modo ancora più sintetico qui.
Quello che voglio dirti è che tutti noi, e se stai ancora leggendo penso ci sia dentro anche tu, siamo stanchi del fatto che il giorno dopo non succeda mai un cazzo (cit.).
Per cui voglio invitarti a un ragionamento su tre possibili modi in cui potrai sentirti il 9 di dicembre, ovvero il giorno dopo le primarie.
Puoi non andare a votare. Risparmierai 2 €, del tempo, e il giorno dopo sarai uno dei tanti che ha lasciato le cose così come stanno, in Italia.
Puoi andare a votare Civati. Spenderai 2 €, un po' di tempo, e il giorno dopo potrai dire "almeno ci ho provato".
Oppure puoi andare a votare Civati e convincere 4-5 amici/colleghi/parenti che la pensano pressappoco come te (e me, e noi, e Civati) ad andare a votare Civati. E il giorno dopo, e non solo il giorno dopo, potrai dire di essere tra quelli che hanno fatto la Storia.
Stavolta il giorno dopo succederà qualcosa, davvero.
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21 ott 2013
Per Santanché
Virgolettato di Daniela Santanché da HuffPost:
[Daniela Santanché, nda] ha attaccato il Colle: "Napolitano ha tradito - afferma - e non ritengo che fare il secondo mandato sia un sacrificio... Io l'ho votato ma oggi non lo voterei più perché la pacificazione promessa non c'è e ricordo che invece quando vuole il Presidente della Repubblica le strade le sa trovare... Ora deve mantenere la parola data - insiste Santanchè - deve essere arbitro della Costituzione e non un giocatore".
La Costituzione, ad esempio, dice "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." e anche "Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità."
Sempre da HuffPost:
[Daniela Santanché, nda] però non s'arrende. Anzi, ribadisce tutto per filo e per segno. "Non è da oggi che penso che la sinistra voglia trasformare il Paese in un regime e imporre il pensiero unico. Mi fa paura che proprio dei parlamentari tentino di reprimere e soffocare la libertà di espressione contravvenendo a quanto garantito dalla Costituzione. Ribadisco quanto detto su Napolitano che non ritengo un insulto ma un giudizio politico, che rientra pienamente nella libertà che il mio ruolo di parlamentare della Repubblica mi concede, addirittura mi impone".
Sempre la Costituzione: "Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri."
Quindi, deputata Santanché, non ci vuole nulla: presenti, alla Camera, la mozione di fare una seduta comune Camera - Senato per mettere il presidente sotto accusa. Ne ha potere.
Oppure cortesemente la smetta di rompere i coglioni.
[Daniela Santanché, nda] ha attaccato il Colle: "Napolitano ha tradito - afferma - e non ritengo che fare il secondo mandato sia un sacrificio... Io l'ho votato ma oggi non lo voterei più perché la pacificazione promessa non c'è e ricordo che invece quando vuole il Presidente della Repubblica le strade le sa trovare... Ora deve mantenere la parola data - insiste Santanchè - deve essere arbitro della Costituzione e non un giocatore".
La Costituzione, ad esempio, dice "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." e anche "Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità."
Sempre da HuffPost:
[Daniela Santanché, nda] però non s'arrende. Anzi, ribadisce tutto per filo e per segno. "Non è da oggi che penso che la sinistra voglia trasformare il Paese in un regime e imporre il pensiero unico. Mi fa paura che proprio dei parlamentari tentino di reprimere e soffocare la libertà di espressione contravvenendo a quanto garantito dalla Costituzione. Ribadisco quanto detto su Napolitano che non ritengo un insulto ma un giudizio politico, che rientra pienamente nella libertà che il mio ruolo di parlamentare della Repubblica mi concede, addirittura mi impone".
Sempre la Costituzione: "Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri."
Quindi, deputata Santanché, non ci vuole nulla: presenti, alla Camera, la mozione di fare una seduta comune Camera - Senato per mettere il presidente sotto accusa. Ne ha potere.
Oppure cortesemente la smetta di rompere i coglioni.
25 set 2013
Lettera aperta ai deputati e senatori PD da parte dell'ANPI (comitato provinciale di Firenze)
Ricevo e giro. Inutile dire che concordo al 100%.
ANPI - Comitato Provinciale di Firenze
ANPI - Comitato Provinciale di Firenze
LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI DEL PD
Cari deputati, cari senatori
Il comitato provinciale
ANPI Firenze ritiene che la nostra Costituzione, in cui sono incarnati i valori della Resistenza e dalla lotta popolare
contro il nazifascismo, sia ancora di straordinaria
attualità ed in grado di garantire la vita democratica del nostro
paese.
E' nostro convincimento
dunque che, la Costituzione vada applicata, e non modificata , soprattutto non da questa maggioranza
innaturale, composta da partiti che si erano presentati alle recenti
elezioni con programmi ed idealità sostanzialmente diversi se non
opposti.
In aggiunta, riteniamo
che non si debba modificare la Costituzione
- con uno schieramento il cui leader è stato condannato in via definitiva per un reato particolarmente grave come quello di evasione fiscale,
- per mezzo di una commissione ristretta, istituita attraverso una procedura quantomeno discutibile, i cui membri sarebbero dotati un potere esorbitante , limitando fortemente le prerogative dei parlamentari e la possibilità di discussione in aula degli elaborati,
- senza una vasta ed informata partecipazione popolare,
- perché la forma di governo che si andrebbe a delineare sancirebbe di fatto un regime semi- presidenzialista cui ANPI è storicamente contraria,
- non ultimo, perché questo parlamento risulta eletto sulla base di una legge elettorale essa stessa di dubbia costituzionalità.
Cari deputati e cari
senatori, siamo fermamente convinti che quella che viene prospettata non sia
una semplice 'riforma' ma una vera e propria 'riscrittura' di numerose
e sostanziali parti della nostra Costituzione, un'operazione che dovrebbe essere semmai
realizzata da una nuova assemblea costituente, e sicuramente non da
un governo d'emergenza, sorretto da una maggioranza mista ed anomala,
come quello attuale.
Crediamo infine fermamente che i problemi del paese e le risposte che i cittadini
si aspettano dalla politica siano altre, e che solo la concreta applicazione
della nostra straordinaria Costituzione sia la strada da seguire per
dare soddisfazione a queste esigenze.
24 apr 2013
Festa
Non sono religioso. Apprezzo le feste tipo Natale, etc per il loro significato di stare in famiglia e tra amici, ma ho comunque delle preferenze: Natale è figo, farsi regali comunque non è male, Pasqua mi sa di poco perché è di domenica, l'Immacolata non la sopporto.
Per tre soli giorni all'anno mi sento veramente l'aria di festa. La Festa della Liberazione è uno di questi.
Oggi leggevo questo:
Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante segue un'altra strada. Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. [...] Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.[1]
(Piero Calamandrei)
Lo leggo oggi. Perché domani è festa.
Buona Liberazione a tutti.
Per tre soli giorni all'anno mi sento veramente l'aria di festa. La Festa della Liberazione è uno di questi.
Oggi leggevo questo:
Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante segue un'altra strada. Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. [...] Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.[1]
(Piero Calamandrei)
Lo leggo oggi. Perché domani è festa.
Buona Liberazione a tutti.
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