Su alcune cose sono d'accordo con i senatori che stanno chiedendo udienza al Capo dello Stato, più nel merito che nel metodo
Certo, se pensano di andare da Napolitano senza avere in mano l'offerta di ritirare tutti gli emendamenti farsa, tenendo fermi quelli veri, si risparmino la strada, perché io per primo direi "Napo, chiudi la porta".
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24 lug 2014
La tagliola
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21 ott 2013
Per Santanché
Virgolettato di Daniela Santanché da HuffPost:
[Daniela Santanché, nda] ha attaccato il Colle: "Napolitano ha tradito - afferma - e non ritengo che fare il secondo mandato sia un sacrificio... Io l'ho votato ma oggi non lo voterei più perché la pacificazione promessa non c'è e ricordo che invece quando vuole il Presidente della Repubblica le strade le sa trovare... Ora deve mantenere la parola data - insiste Santanchè - deve essere arbitro della Costituzione e non un giocatore".
La Costituzione, ad esempio, dice "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." e anche "Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità."
Sempre da HuffPost:
[Daniela Santanché, nda] però non s'arrende. Anzi, ribadisce tutto per filo e per segno. "Non è da oggi che penso che la sinistra voglia trasformare il Paese in un regime e imporre il pensiero unico. Mi fa paura che proprio dei parlamentari tentino di reprimere e soffocare la libertà di espressione contravvenendo a quanto garantito dalla Costituzione. Ribadisco quanto detto su Napolitano che non ritengo un insulto ma un giudizio politico, che rientra pienamente nella libertà che il mio ruolo di parlamentare della Repubblica mi concede, addirittura mi impone".
Sempre la Costituzione: "Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri."
Quindi, deputata Santanché, non ci vuole nulla: presenti, alla Camera, la mozione di fare una seduta comune Camera - Senato per mettere il presidente sotto accusa. Ne ha potere.
Oppure cortesemente la smetta di rompere i coglioni.
[Daniela Santanché, nda] ha attaccato il Colle: "Napolitano ha tradito - afferma - e non ritengo che fare il secondo mandato sia un sacrificio... Io l'ho votato ma oggi non lo voterei più perché la pacificazione promessa non c'è e ricordo che invece quando vuole il Presidente della Repubblica le strade le sa trovare... Ora deve mantenere la parola data - insiste Santanchè - deve essere arbitro della Costituzione e non un giocatore".
La Costituzione, ad esempio, dice "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." e anche "Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità."
Sempre da HuffPost:
[Daniela Santanché, nda] però non s'arrende. Anzi, ribadisce tutto per filo e per segno. "Non è da oggi che penso che la sinistra voglia trasformare il Paese in un regime e imporre il pensiero unico. Mi fa paura che proprio dei parlamentari tentino di reprimere e soffocare la libertà di espressione contravvenendo a quanto garantito dalla Costituzione. Ribadisco quanto detto su Napolitano che non ritengo un insulto ma un giudizio politico, che rientra pienamente nella libertà che il mio ruolo di parlamentare della Repubblica mi concede, addirittura mi impone".
Sempre la Costituzione: "Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri."
Quindi, deputata Santanché, non ci vuole nulla: presenti, alla Camera, la mozione di fare una seduta comune Camera - Senato per mettere il presidente sotto accusa. Ne ha potere.
Oppure cortesemente la smetta di rompere i coglioni.
21 apr 2013
Teorema
Un mio collega ha elaborato e dimostrato il seguente enunciato:
«Più in alto stanno, meno ne capiscono»
Venerdi ho avuto un'ennesima dimostrazione sperimentale di questo Teorema.
Cena: io, una mia amica di Gela, un'altra amica della provincia di Arezzo.
Rispettivamente, abbiamo votato:
Risparmio i particolari, ma dopo un tot di discussione franca quanto pugnace, giungiamo tutti e tre alla stessa conclusione.
Rodotà sarebbe un bel presidente, ma se non ha i voti si potrebbe benissimo fare Zagrebelsky.
Com'è finita lo sapete tutti; massimo rispetto per Napolitano, poteva andare molto ma molto peggio (per lunghi minuti ho temuto che saltasse fuori D'Alema). Ma più che il presidente stesso è lo strascico governativo con il PdL che la rielezione comporta che mi lascia interdetto.
Perché vi dico questo? Perché se fossimo stati noi tre in Parlamento, invece dei rispettivi rappresentanti, nell'arco di 50 minuti ci saremmo accordati per un nome di altissimo profilo, con le competenze giuste e che apriva le porte a una ventata d'aria fresca.
Invece i rispettivi rappresentanti sono o troppo pochi (se guardiamo SeL e Crocetta), o autolesionisti talmente evidenti da ribaltare l'espressione (oggi si direbbe che Tafazzi fa del piddismo) o completamente rincoglioniti dal loro essere i più puri i più bravi i più attenti al popolo talmente tanto da dimenticare che in un Parlamento ci si parla con le altre forze.
Più stanno in alto, meno ne capiscono.
«Più in alto stanno, meno ne capiscono»
Venerdi ho avuto un'ennesima dimostrazione sperimentale di questo Teorema.
Cena: io, una mia amica di Gela, un'altra amica della provincia di Arezzo.
Rispettivamente, abbiamo votato:
- io, come sapete, SeL;
- la siciliana non ha potuto votare ma se avesse potuto avrebbe votato Lista Crocetta - il Megafono;
- l'aretina ha votato Movimento 5 Stelle.
Risparmio i particolari, ma dopo un tot di discussione franca quanto pugnace, giungiamo tutti e tre alla stessa conclusione.
Rodotà sarebbe un bel presidente, ma se non ha i voti si potrebbe benissimo fare Zagrebelsky.
Com'è finita lo sapete tutti; massimo rispetto per Napolitano, poteva andare molto ma molto peggio (per lunghi minuti ho temuto che saltasse fuori D'Alema). Ma più che il presidente stesso è lo strascico governativo con il PdL che la rielezione comporta che mi lascia interdetto.
Perché vi dico questo? Perché se fossimo stati noi tre in Parlamento, invece dei rispettivi rappresentanti, nell'arco di 50 minuti ci saremmo accordati per un nome di altissimo profilo, con le competenze giuste e che apriva le porte a una ventata d'aria fresca.
Invece i rispettivi rappresentanti sono o troppo pochi (se guardiamo SeL e Crocetta), o autolesionisti talmente evidenti da ribaltare l'espressione (oggi si direbbe che Tafazzi fa del piddismo) o completamente rincoglioniti dal loro essere i più puri i più bravi i più attenti al popolo talmente tanto da dimenticare che in un Parlamento ci si parla con le altre forze.
Più stanno in alto, meno ne capiscono.
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20 apr 2013
L'unità nazionale
Non sono così presuntuoso da credere di poter dare consigli al primo italiano ad essere eletto due volte Presidente della Repubblica.
Ma vorrei fargli una richiesta: tra i Suoi primi atti da nuovo Presidente ci sia la nomina di Stefano Rodotà a Senatore a vita.
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Ma vorrei fargli una richiesta: tra i Suoi primi atti da nuovo Presidente ci sia la nomina di Stefano Rodotà a Senatore a vita.
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Quindi il punto era questo: bisognava fare fuori Bersani perché era da sempre contrario all'accordo col PdL.
Complimenti.
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